
Dopo il blocco di Facebook e Twitter, ora la Regione Lazio mette un altro veto. A finire nella blacklist del server dell'amministrazione regionale sono i siti che contengono la parola "gay".
Da gay.it a gay.tv fino a gaynews. it che sono stati catalogati come "pornografici". Ad accorgersene è stato Sergio Rovasio, segretario dell'Associazione radicale Certi Diritti e capo segreteria Lista Bonino Pannella (Federalisti Europei alla Regione Lazio).
Cliccando su una delle pagine vietate, dal suo ufficio, ha ottenuto il seguente messaggio, accompagnato dal logo ufficiale della Regione: «Accesso non consentito. Motivazione: le attuali policy aziendali non consentono l'accesso al sito richiesto».
Ma i dipendenti non sembrano avere intenzione di stare con le mani in mano: il 18 novembre è iniziata una raccolta di firme, nei gruppi consiliari, per eliminare la censura.
Fonte: Lettera 43
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