
A volte un 'semplice' allenatore di una squadra di calcio può trasformarsi in un argomento da prima pagina, in un fenomeno mediatico, in una star, come succede più o meno con gli attori famosi. E' quello che è capitato a Josè Mourinho. Un uomo con un carattere misterioso, freddo, lui che nasce 47 anni fa nel mite Portogallo, a Setubal. Quando si presentò 2 anni fa in Italia già capimmo di che pasta era fatto. "Io non sono un pirla" disse alla sua prima conferenza stampa italiana. Da lì, Mourinho si fece conoscere è iniziarono a trapelare le prime critiche da parte della stampa. Nel corso di questi due anni i suoi gesti, le sue dichiarazioni, le sue 'uscite' hanno fatto discutere. Mourinho veniva criticato non perchè era vincente, ma per il suo carattere spavaldo e gradasso. Materiale in più per i giornalisti sportivi. E non solo. Forse al calcio italiano mancava una figura così. Ma dall'altra parte c'è da riconoscere la sua bravura e il suo capire di calcio. Le sue esperienze col Porto e col Chelsea insegnano. Poi, la definitiva consacrazione nell'Inter. E probabilmente anche grazie a lui se la squadra di Moratti quest'anno ha riconquistato la Champions League dopo ben 45 anni. Mica ieri insomma. Quindi a Mourinho vanno riconosciuti anche i meriti sportivi e non solo il suo carattere e il suo modo di fare. E' scontato ormai il suo addio all'Italia. In entrambi i casi ci mancherà. Ciao Josè e in bocca al lupo.
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