Monday, May 31, 2010

Agriasilo, la scuola desiderata da 3 genitori su 4

Più di tre genitori su quattro (78 per cento) spera di far crescere i propri figli in un ambiente semplice, familiare e naturale dove sia possibile giocare all’aria aperta con piante e animali, e mangiare cibi sani. È quanto emerge da un’indagine Coldiretti/Swg 2010, i cui risultati sono stati diffusi in occasione di “Far crescere il futuro”, organizzato da Donne Impresa della Coldiretti, dove è stata presentata una nuova sperimentazione nei processi formativi e di crescita del talento: l’“agriasilo”, ovvero l’asilo in fattoria, una realtà già presente in alcune regioni dell’Italia settentrionale - Piemonte, Veneto, Trentino e Friuli - e in forte diffusione su tutto il territorio, come dimostrato da centinaia di richieste, inoltrate soprattutto da giovani imprenditrici agricole.

Grazie alle nuove normative è possibile accogliere all'interno di aziende, agriturismi e fattorie, bambini fino a 3 anni (negli “agrinidi”) e dai 3 ai 6 anni (negli “agriasili”), per far trascorre loro le ore scolastiche immersi nella natura, a contatto con gli animali e mangiando prodotti naturali e di stagione. In rispetto alla normativa vigente, che fissa il numero massimo di bambini in relazione alla metratura dei locali, si tratta in genere di piccole classi, che permettono un’attenzione più mirata ai singoli bambini durante le varie attività quotidiane, che comprendono anche tutte quelle tipiche di un asilo tradizionale.

Queste innovative strutture per l’ospitalità infantile si stanno diffondendo nelle campagne, o in zone limitrofe alle città con progetti che coinvolgono anche le grandi metropoli, per supplire alla carenza delle strutture esistenti in città, nonché al basso livello di soddisfazione che il 51 per cento delle famiglie italiane esprime nei confronti dell'offerta di nidi o scuole materne comunali.

Secondo l’indagine, i genitori prediligono gli agriasili principalmente per quattro motivazioni: la possibilità di stare all’aria aperta (scelta dall'80% degli intervistati), il contatto diretto con la natura (76%) e con gli animali, (51%), e la possibilità di mangiare cibi stagionali, locali e di stagione (67%).

Il metodo educativo prevede l’avvicinamento graduale all’ambiente agricolo, attraverso attività ludiche che mirano a sviluppare le capacità creative-manuali e a far emergere le abilità. I bambini, partecipando a laboratori didattici che si differenziano in base alle peculiarità dell’azienda agricola, imparano a fare il pane, a conoscere i ritmi stagionali della natura, a coltivare un orto e a prendersi cura degli animali della fattoria. Il mondo degli animali, inoltre, può rappresentare una vera è propria terapia per bambini con problemi di disabilità o per migliorare l’interazione sociale di bimbi molto introversi.

In relazione ai dati allarmanti divulgati dal Ministero della Salute secondo i quali più di un milione di bambini italiani tra i 6 e gli 11 anni, pari a 1 su 3, ha problemi di obesità, la Coldiretti ha sottolineato come la possibilità “vera” di conoscere i sapori e i profumi dei prodotti rurali abitua i giovani ad un consumo più sano, contribuendo ad allontanarli dal “cibo spazzatura”, come le merendine preconfezionate, o le zuccherose bibite gassate.

Ma accanto all’opportunità di un’alimentazione sana e a Km zero, i bambini hanno la possibilità di svolgere innumerevoli attività sportive in una sorta di “palestra verde” all’aria aperta.

Ecco alcuni esempi di attività ludiche fornite dalla Coldiretti e proposte ai bambini negli agriasili:

Con frutta e verdura: disegnano usando colori ricavati dalle bucce e dalla polpa degli ortaggi; seminano l’orto; imparano a riconoscere le piante aromatiche toccandole e annusandole;
Con l’uva: costruiscono un grappolo utilizzando il sughero; pigiano le uve per far uscire il mosto;


Con grano e altri cereali: preparano i panini, li fanno cuocere e li riportano a casa; costruiscono strumenti musicali utilizzando i diversi semi;

Con il miele: imitano il lavoro delle api realizzando palline di polline di diverso materiale; preparano dolci a base di miele;

Con gli animali: scoprono cosa mangiano i vari animali, portano loro il cibo e danno il latte col biberon ai vitellini; imparano a riconoscere e imitare i versi degli animali;

La volpe e le galline: un bimbo fa la volpe e gli altri le galline. Quando queste escono dal recinto la volpe deve riuscire a toccarne una. Se ce la fa la gallina “catturata” diviene volpe a sua volta e il gioco ricomincia;

Vola vola la piuma: l’educatore lancia in aria due piume e i bambini, divisi in due squadre, devono cercare soffiando di impedire che la piuma cada a terra;

Il gioco dei girasoli: i bambini disegnano un grande sole di cartone e si rannicchiano poi a terra imitando i girasoli. Quando il sole viene sollevato dall’educatore i bambini si alzano seguendone il movimento.

Fonte: Terranauta

Sunday, May 30, 2010

Wollefest Leipzig

Gestern bin ich mit Susi und Sabine (beide bloglos) nach Leipzig zum Wollefest gefahren. Lange hatten wir das schon vorher geplant und es letztendlich nicht bereut. So viel schöne Wolle gab es und noch vieles Andere mehr.
Bei herrlichem Sonnenschein haben wir uns köstlich amüsiert. Viele nette, teils auch von sehr weit, angereiste Strickerinnen haben wir getroffen, neu kennengelernt und nach erfolgreichem Kaufrausch haben wir alle bei Kaffee und Kuchen, oder Bratwurst gestrickschwatzt und viiiiiel gelacht. Es war ein rundum wunderschöner Tag!

Unser erster Besuch war am Stand der WollLust. Dort haben wir Susanne, Sabine (BineOmi) und ich Diana und Bea getroffen und einen kleinen Schwatz gehalten. und

Herrn Zitron durften wir an Birgits Stand kennenlernen und mit ihm einen netten Plausch führen. Er hat uns über das neue Lacegarn berichtet und das es schon gaaaanz bald wieder etwas Neues im Hause Zitron geben wird.

Dieses süße, kleine Alpaca hatte auch ein tolles Plätzchen im Garten des StrickCafé und wurde von allen bewundert, gestreichelt.

Ich hatte ja zum Wichteln aufgerufen und deshalb trafen wir uns ab 12 Uhr am Rondell im hinteren Gartenteil. Das war eine kleine, lustige und nette Runde. Alle hatten ganz viel Spaß und Freude an und mit ihren Geschenken.

Zu Lachen gab es auch ganz viel, wie ihr an Sabine´s Gesicht sehen könnt.

Auch Damaris und ihre Freundin konnten wir kennenlernen. Sie kamen extra aus der Schweiz angereist. Und sie hat uns ihre tolle Patchworkjacke gezeigt, die sie gerade erst gestrickt hat.
Extradrücker für Sabinici für´s tolle Wichtelpäckchen

Ist die Tasche nicht cool? Die hat Uta von Sabinici bekommen.

Das ist dat Christian´chen vom Wolldrachen
 An ihrem Stand war wirklich großer Andrang. Woran das wohl lag??? Ein großer Wühltisch und mehrere Körbe voller, toller Wolle - ein Strang schöner als der Andere.
Hier ist Christiane gerade dabei, an eines meiner ergatterten Strängelchen die Banderole zu heften.

tolle Filzmobile gab es zu sehen, hier mit Meeresbewohnern

und hier mit süßen Elfen und Feen

und hier gab´s tolle Püppchen

Über diese Holländerin und ihre Stricktechnik haben wir gestaunt. Sie hatte die Nadel unter den rechten Arm geklemmt und den Faden auch rechts und legte ihn immer um die Nadel beim Stricken. Mhh, ja - das war ihre gelernte Technik des Strickens. Es sah schon etwas ulkig aus, aber das Endergebnis wie wir es alle kennen :-)

Gekauft habe ich natürlich auch wieder etwas. Was? Na, dann schaut mal die folgenden Fotos an. Mit einem Click auf´s Foto werden die Bilderlein etwas größer :-)




Tja, dieser Tag war so wunderschön, aber wieder einmal viel zu kurz. Für´s nächste Jahr ist der Termin schon fest eingeplant und ich freue mich, dann dort alle wieder sehen zu können/dürfen.
Eure Netty

Le foto della giornata 'Sentieri puliti'

Come promesso, vi posto alcune foto della giornata 'Sentieri puliti', organizzata da Legambiente Pietramelara (il mio piccolo paese), a cui ho preso parte anche io.





Saturday, May 29, 2010

Sentieri puliti


Oggi parteciperò, con la sezione di Legambiente Pietramelara (il mio piccolo paese) alla giornata SPIAGGE E FONDALI PULITI, una delle iniziative più importanti di Legambiente a livello nazionale. Siccome il mio paese è circondato da montagne, abbiamo deciso di modificare il nome in SENTIERI PULITI. La giornata sarà dedicata alla raccolta dei rifiuti e alla pulizia dei sentieri. E' un piccolo contributo per migliorare l'ambiente che ci circonda, ma anche un gesto simbolico per sensibilizzare l'opinione pubblica a non inquinare. Se riesco, farò delle foto al nostro lavoro. Buona domenica a tutti.

Agricoltura biologica, aumentano i consumi


Il settore dei prodotti alimentari biologici prende il largo, occupando sempre più spazio sulla tavola degli italiani e dei consumatori europei. Secondo il Rapporto Eurispes, sul fronte "bio", l’Italia fattura 1,87 miliardi di euro. Non sembrerebbe quasi più un settore di nicchia, se non fosse per il fatto che la spesa bio è ancora condizionata dalla variabile prezzo. Il prodotto bio è ancora considerato costoso rispetto al prodotto convenzionale, ma la scelta di acquisto è condizionata anche dalla ricerca di prodotti ogm free e da ragioni di salute.

Per questi motivi, sempre più consumatori escogitano il modo per non rinunciare al biologico senza alleggerire troppo il portafoglio. A parte la filiera corta, infatti, sono i gruppi di acquisto solidale (Gas) e la vendita diretta a far pulsare fortemente le vendite del biologico attraverso l’acquisto delle cassette o “cassettoni” di frutta e verdura bio e di stagione, che ogni settimana sono composte dai contadini e consegnate nei punti di smercio direttamente ai consumatori associati alla rete dei Gas.

Secondo le stime del Rapporto BioBank 2010, dal 2007 al 2009 in Italia i Gruppi d'acquisto solidale sono cresciuti del 68%, passando dai 356 del 2007 ai 598 del 2009; le aziende con vendita diretta segnano +32% (da 1.645 a 2.176); ma sono in crescita anche i ristoranti (+31%), le mese scolastiche biologiche (+23%) e gli agriturismi (+22%).

Il consumo di prodotti biologici resiste alla crisi, anche grazie ai piccoli produttori biologici che continuano ad investire nel biologico affrontando a denti stretti la crisi e dando così un’ampia diffusione a questo modello agricolo, che non solo fornisce un valore aggiunto e distintivo alle produzioni nazionali, ma tutela l’ambiente e in primis la biodiversità.

Nell’agricoltura biologica, c’è qualcosa di più: si ritrova l’essenza di un modello agricolo multifunzionale, che cioè amplia le funzioni dell’Agricoltura, affidandole ruoli sociali ed economici, e non soltanto quelli legati alla mera produzione di materie prime. Si tratta di un metodo di produzione, ambientalmente sostenibile, che produce positività nella lotta ai cambiamenti climatici e nella tutela degli agroecosistemi ogm-free, per questo dovrebbe essere sostenuto molto di più da politiche agricole innovative.

L’agricoltura biologica, infatti, sta dimostrando di avere grandi potenzialità anche nel recupero e nel rilancio economico dei territori, delle loro culture e tradizioni. Si ampliano le filiere del biologico italiano, ad esempio con la produzione dell’avocado siciliano (varietà Hass) prodotto in provincia di Caltanissetta e che è sbarcato sui mercati europei, mentre nella zona del Cilento continua a crescere il Bio - distretto europeo.

Situato all’interno dell’area del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, occupa una superificie di circa 3.200 kmq e coinvolge ben 95 comuni, tra cui Paestum, Velia e Padula. È un luogo dove l’investimento nell’agricoltura biologica ha messo insieme produttori, consumatori, operatori turistici e gruppi di acquisto solidale, affidando all’Agricoltura un ruolo trasversale. Il Bio - distretto del Cilento mette in rete 350 aziende biologiche, ed è coordinato dall’Aiab Campania, Associazione italiana per l’agricoltura biologica, che ha concretizzato il grande lavoro svolto per anni da associazioni, amministrazioni pubbliche, operatori agricoli e turistici, dando vita a un vero e proprio laboratorio permanente di idee e iniziative ad alto profilo culturale, che punta ad uno sviluppo etico, equo e solidale del territorio cilentano, fondato sul modello biologico.

Buone pratiche come questa dimostrano che l’agricoltura può svolgere un ruolo importante nel rilancio dei territori e delle piccole economie locali e pertanto anche nella creazione di posti di lavoro qualificato per le nuove generazioni. È su questi criteri che l’attività agricola dovrebbe essere sostenuta: non solo la capacità di produzione, ma anche l’adozione di pratiche agronomiche sostenibile e orientate alla tutela della biodiversità, alla valorizzazione dei territori e delle loro culture, la lotta ai cambiamenti climatici e, non ultimo, un contributo concreto per la creazione di nuovi posti di lavoro qualificato per le giovani generazioni.

Friday, May 28, 2010

Italian Week Art History Talk - The battle of the giants: Tintoretto vs Titian


The battle of the giants: Tintoretto vs Titian 



Jacopo Tintoretto’s artistic identity evolved as a kind of conscious and continual revolution against the model for painting provided by Titian. During the middle decades of the sixteenth-century, Titian was the most influential and admired painter in Venice, and the work of many younger painters was indebted to him. Tintoretto however, worked self-consciously in defiance of the older master. Following Titian’s death in 1576, Tintoretto’s art developed in a more mature and individualistic manner which had few precursors or followers. 


This lecture will analyse the Cristo risorgente (The risen Christ) c1555 from the collection of the Queensland Art Gallery, which shows Tintoretto’s mature style, and compare it other relevant Biblical subjects, such as the Presentation of the Virgin (c1553-56) in the Church of the Madonna dell’Orto in Venice, Christ carried to the Tomb (c.1560) in the National Gallery of Scotland, or Entombment (1592-94) in the Church of Saint Giorgio Maggiore in Venice, making reference also to works by Titian, such as the Presentation of the Virgin at the Temple (c.1534-38) in the Gallerie dell'Accademia in Venice, the Resurrection (c.1542-44) in the Palazzo Ducale of Urbino and the Entombment (1559) in the Museo del Prado of Madrid.

Where: Australian Cinémathèque, Gallery of Modern Art, Cinema A
When: 12.00pm Wed 2 June 2010

In 3 giorni 9 morti di lavoro


Di lavoro si continua a morire. Gli ultimi 3 giorni hanno fatto registrare l'ennesimo primato negativo, con una media di 3 decessi al giorno. Solo nella giornata di oggi si sono verificati diversi incidenti su tutto il territorio nazionale che hanno portato alla morte di 5 persone.

Nel Friuli un giovane operaio di 24 anni, Rudi De Infanti, è morto durante la mattinata in un bosco a Ravascletto in provincia di Udine dopo essere stato colpito da un tronco precipitato da una teleferica. Secondo una prima ricostruzione il giovane stava caricando alcuni tronchi d'abete sulla teleferica a verricello quando uno di questi del peso di 10 quintali si è sfilato dal carico investendolo con violenza. A nulla è valso il tempestivo arrivo dei soccorsi chiamati da un passante che ha trovato il corpo privo di vita del giovane. I carabinieri di Comeglians stanno indagando per capire le cause dell'improvvisa caduta del tronco.

Altra tragedia nel teramano, dove oggi è morto Andrea Karem un operaio di appena 22 anni di origine romena, dopo esser stato raggiunto da una scarica elettrica da 200 volts. Il ragazzo stava aiutando un agricoltore del posto a montare un gazebo in ferro. La scarica elettrica sarebbe partita da una saldatrice, durante il lavoro di montaggio del gazebo dove si sarebbero dovuti ospitare e vendere prodotti agricoli. Le forze dell'ordine hanno posto sotto sequestro la saldatrice per capire con maggiore chiarezza la causa dell'incidente.

Nel cunese, invece, è deceduto Gianluigi Laugero un operaio di 53 anni. L'incidente si è verificato lungo la statale per il Colle della Maddalena, poco prima di Demonte, nella cava di via 1° Maggio. Secondo i primi accertamenti da parte dei carabinieri, l'uomo sarebbe stato travolto da un camion che stava facendo manovra, restando ucciso sul colpo. Il collega che era alla guida del mezzo pesante non si sarebbe infatti accorto che dietro il camion stava passando l'operaio. Inutile l'intervento del 118, e dei vigili del fuoco, che con una autogrù hanno sollevato il mezzo pesante, per trarre in salvo l'operaio, ormai privo di vita.

In Sardegna è morto durante un'immersione subacquea
Paolo Costa, un medico di 60 anni, il quale si era immerso per fare delle riprese per la trasmissione di Rai3 "Geo & Geo". L'uomo, originario di Iglesias, lavorava come freelance e si era tuffato nei pressi della sorgente carsica di Su Gologone, nel comune di Oliena in provincia di Nuoro.
 Sembra che Costa abbia avuto un malore durante la risalita, ma sarebbe stato sostenuto da una sua compagna di immersione durante l'indispensabile fase di decompressione.
Secondo il primo esame dei sanitari, la morte potrebbe essere stata provocata da un infarto.

Un'altra tragedia si è consumata nel padovano dove
Luigi Borrelli di 31 anni è morto dopo essere stato colpito da una scarica elettrica di alcune centinaia di volt, mentre stava lavorando alla manutenzione della linea elettrica aerea della rete ferroviaria, nella zona di campo di Marte, non lontano dalla stazione. I medici del Suem intervenuti prontamente sul posto erano riusciti a praticare la rianimazione, ma l'uomo è spirato. Sembra che il loro intervento, sia stato ostacolato sia dal passare dei treni, sia dai colleghi della vittima, aggressivi per un forte stato di choc, e dai molti curiosi intervenuti sul posto per osservare da vicino l'accaduto.

Altre 4 persone erano morte negli ultimi tre giorni anche a Siracusa, Carrara, Mantova e Pavia.

Fonte: Dazebao

Thursday, May 27, 2010

Salerno-Reggio Calabria e Gra, arriva il pedaggio. Ecco le autostrade “tassate”


Dall’1 luglio si pagherà anche per viaggiare sulla Salerno-Reggio Calabria o per circolare sul Grande Raccordo Anulare di Roma. Lo prevede la manovra varata dal governo: in entrambi i casi si tratta di nuove tariffe, ma il costo dei pedaggi non è stato ancora reso noto.

Dall’inizio di luglio, infatti, automobilisti, camionisti e motociclisti dovranno pagare uno o due euro in più sulle autostrade collegate con raccordi gestiti dall’Anas.

Ecco quali saranno tutte le tratte, attualmente gratuite, che a breve diventeranno a pagamento.

Autostrade: A3 – Autostrada Salerno-Reggio Calabria; A18 – Diramazione di Catania; A19 – Autostrada Palermo-Catania; A19 – Diramazione per via Giafar; A29 – Autostrada Palermo-Mazara del Vallo; A29 – Autostrada Alcamo-Trapani; A29 – Diramazione per Birgi; A29 – Diramazione per Punta Raisi; A29 – Raccordo per via Belgio; A91 – Autostrada Roma-Aeroporto di Fiumicino; A90 – Autostrada Grande Raccordo Anulare

Raccordi autostradali: Raccordo tangenziale Nord città di Bologna; Raccordo autostradale Salerno-Avellino; Raccordo autostradale Siena-Firenze; Raccordo autostradale di Reggio Calabria; Raccordo autostradale Scalo Sicignano-Potenza; Raccordo autostradale Bettolle-Perugia; Raccordo autostradale Pavia-Autostrada A7 Milano-Serravalle; Raccordo autostradale Ferrara-Porto Garibaldi; Raccordo autostradale di Benevento; Raccordo autostradale Torino-aeroporto di Caselle; Raccordo autostradale Ascoli-Porto d’Ascoli; Raccordo autostradale Chieti-Pescara.

Dopo l’1 luglio saranno stabiliti nuovi parametri per l’introduzione dei pedaggi sulle autostrade e sui raccordi autostradali gestiti dall’Anas.

I soldi che entreranno da questa sovrapprezzo saranno utilizzati per investimenti e manutenzione straordinaria delle strade.

Un’inchiesta de La Stampa: “Ogni anno, in Italia, 1000 casi Englaro e Welby”


In Italia ci sono ogni anno 1000 casi come Eluana e Welby. Questo è quanto è emerso nell’intervista che Elena Lisa di “La Stampa Tv” ha fatto a Mauro Mori, presidente della Consulta bioetica, Mario Riccio, medico anestesista che ha aiutato Welby a morire, e Amato De Monte, il capo dell’equipe medica che ha assistito Eluana Englaro negli ultimi giorni alla clinica “Laquiete” di Udine e che recentemente ha pubblicato il libro “Gli ultimi giorni di Eluana”.

Wednesday, May 26, 2010

Bossi: se toccano la provincia di Bergamo è guerra civile


“Sull’abolizione delle province per ora non sono previste novità“. Lo ha detto Umberto Bossi, conversando con alcuni giornalisti, che gli chiedevano cosa pensasse della proposta dei parlamentari finiani di tagliare tutte le province. Presenti i ministri Tremonti e Calderoli, Bossi ha affermato che “andare oltre” sarà “difficile”. Scherzando, il leader del Carroccio ha aggiunto: “Se provi a tagliare la provincia di Bergamo, succede la guerra civile…”.

Italian Week - Photographic exhibition



The Italian Week has just started today in Brisbane.
I have been involved in this week organizing this exhibition!!
This is the blurb:













I CAME HERE TO STAY.....
This photographic exhibition has been created to document the history of people, both young and old, with an Italian background, who have lived and still live in Queensland. The several participants have expressed their personal experiences and adventures through historical and contemporary images.

The show, organized by Simona Albanese, promoter of Italian art, culture and language, with the assistance of Monica De Nardi, personalized travel manager and art photographer, will be on display during the Italian Week (26 May-2 June) at Vapiano restaurant.

Have a look to the blog created for the occasion:
http://icameheretostay.blogspot.com/

Tuesday, May 25, 2010

Ciao Josè. In bocca al lupo


A volte un 'semplice' allenatore di una squadra di calcio può trasformarsi in un argomento da prima pagina, in un fenomeno mediatico, in una star, come succede più o meno con gli attori famosi. E' quello che è capitato a Josè Mourinho. Un uomo con un carattere misterioso, freddo, lui che nasce 47 anni fa nel mite Portogallo, a Setubal. Quando si presentò 2 anni fa in Italia già capimmo di che pasta era fatto. "Io non sono un pirla" disse alla sua prima conferenza stampa italiana. Da lì, Mourinho si fece conoscere è iniziarono a trapelare le prime critiche da parte della stampa. Nel corso di questi due anni i suoi gesti, le sue dichiarazioni, le sue 'uscite' hanno fatto discutere. Mourinho veniva criticato non perchè era vincente, ma per il suo carattere spavaldo e gradasso. Materiale in più per i giornalisti sportivi. E non solo. Forse al calcio italiano mancava una figura così. Ma dall'altra parte c'è da riconoscere la sua bravura e il suo capire di calcio. Le sue esperienze col Porto e col Chelsea insegnano. Poi, la definitiva consacrazione nell'Inter. E probabilmente anche grazie a lui se la squadra di Moratti quest'anno ha riconquistato la Champions League dopo ben 45 anni. Mica ieri insomma. Quindi a Mourinho vanno riconosciuti anche i meriti sportivi e non solo il suo carattere e il suo modo di fare. E' scontato ormai il suo addio all'Italia. In entrambi i casi ci mancherà. Ciao Josè e in bocca al lupo.

Monday, May 24, 2010

Legambiente compie trent'anni e guarda al futuro


Lo stop al nucleare, l’abbattimento degli ecomostri, la lotta allo smog e alle fabbriche killer, l’affermarsi della green economy e delle energie alternative, la difesa dell’agricoltura tradizionale, la mobilità sostenibile, il rapporto tra la scuola e il territorio. Sono solo alcune delle tappe più significative della storia di Legambiente, conquistate nel corso dei trent’anni dell’associazione che venerdì ha spento la sua trentesima candelina.

A celebrare l’anniversario, lo scorso 21 maggio, insieme ai volontari dell’associazione erano presenti Rossella Muroni e Vittorio Cogliati Dezza, rispettivamente direttrice generale e presidente nazionale di Legambiente, che nel corso del convegno "Participio futuro, da trent’anni per continuare a cambiare" hanno ripercorso l’evoluzione dell’ambientalismo negli ultimi trent’anni in Italia. Un’occasione per tracciare un bilancio dei suoi effetti innovativi nella società, mettendo a confronto i fondatori del pensiero ecologista in Italia con i trentenni di oggi. In trent’anni, infatti, Legambiente ha contaminato la società con argomenti, proposte, esperienze, stili di vita, ma in questo arco di tempo il Paese è cambiato moltissimo e insieme a lui anche la percezione dell’ambientalismo. Una storia raccontata anche nel libro di Legambiente “Ricomincio da trenta”, presentato nel corso del convegno in cui, con testimonianze e fotografie, si ripercorre l’evoluzione dell’associazione in parallelo a quella del Paese, in una sorta di album di famiglia che racconta i principali appuntamenti con la storia in chiave ambientalista.

“Ripercorrendo le tappe più significative della nostra storia, sono evidenti le conquiste legislative, i cambiamenti culturali e degli stili di vita a favore della tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini” - ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza -. Questo legittimo orgoglio però non ci farà abbassare la guardia: dai cambiamenti climatici alla propaganda nucleare, le questioni ambientali sono quanto mai all’ordine del giorno e sempre più in cima alla lista delle priorità dei governi. È per questo che abbiamo voluto avviare un confronto, anche generazionale, con chi inciderà nell’agire sociale dei prossimi decenni per delineare le nuove strategie e rispondere alle future sfide che attendono il Paese, nella speranza, e con l’obiettivo, che tra trent’anni i cambiamenti in meglio siano ancora molti di più. Perché l’ambientalismo è la ricetta giusta per rendere più moderno, più giusto e più bello il nostro paese”.

“Abbiamo saputo dimostrare che investire nella salvaguardia dell’ambiente e della salute può costituire una grande opportunità per le future generazioni e per l’innovazione del nostro Paese” - ha dichiarato Rossella Muroni -. Gran parte dei risultati ottenuti sono stati possibili grazie alla partecipazione volontaria di centinaia di migliaia di persone che in tante occasioni abbiamo incontrato nelle piazze e che hanno collaborato con noi. Ad oggi sono circa 1000 i circoli del Cigno che ci permettono di essere l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali”.

1980–2010, trent’anni, che dal punto di vista ambientale, mostrano principalmente due facce, una statica e una dinamica. In Italia si riaffaccia oggi lo stesso nucleare bocciato negli anni 80, la mobilità è sempre immobile, speculazione edilizia, abusivismo e consumo di suolo accelerano e rallentano a seconda del vento che tira nel Paese, la criminalità organizzata si è impossessata della gestione di una parte consistente dei business ambientali.

Contemporaneamente, però, nel nostro Paese si stanno diffondendo le energie rinnovabili, il territorio protetto è ormai prossimo al 20%, le piste ciclabili urbane sono passate dai 3 chilometri del 1980 agli attuali 2.850, la raccolta differenziata ha superato quota 30%, i consumi di cibi biologici sono in crescita, la green economy è una realtà del mercato globale. Insomma, qualcosa è cambiato e questo qualcosa deve essere la base di una nuova sfida per un Paese (un Mondo) più sano, più attento ai diritti, più vivibile, più moderno, più competitivo.

Fonte: Terranauta

Sunday, May 23, 2010

18 anni fa la strage di Capaci

Sono passati 18 anni dalla Strage di Capaci. In quell'occasione persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Gli uomini passano, le idee restano.
Restano le loro tensioni morali
e continueranno a camminare sulle gambe
di altri uomini.

(Giovanni Falcone)






Saturday, May 22, 2010

Rifiuti campani all’estero: la Germania apre la seconda inchiesta

Due inchieste, una giudiziaria, aperta nel marzo scorso, l’altra più recente, voluta dalla politica, chiariranno i troppi punti oscuri dello sversamento dei rifiuti napoletani in Germania, in particolare di quelle 150mila tonnellate finite in Sassonia.

Il Parlamento del Land tedesco della Sassonia ha nelle scorse settimane votato e approvato la formazione di una commissione di inchiesta per investigare su possibili azioni criminali nella gestione della spazzatura (parte della quale è stata appunto spedita dall’Italia). Il sospetto è che la spazzatura sia stata manipolata senza aver fatto tutti i controlli, anche perché, secondo quanto appurato dalla magistratura tedesca, pare che una parte della documentazione sui rifiuti sia stata falsificata. Una commissione simile esiste già da circa un anno nel Land vicino (Sachsen-Anhalt). A battagliare sono soprattutto i Verdi che attraverso il loro leader in Sassonia, Johannes Lichdi sostengono che non sia stata ancora fatta luce sulla questione dell’importazione da Napoli che risale all’inizio del 2008, di 150mila tonnellate di pattume.

Come dicevamo questa inchiesta parlamentare che Il Napoli ha potuto confermare anche attraverso fonti locali, non è l’unica: il caso era esploso nel marzo scorso perché il settimanale “Der Spiegel” con un servizio intitolato “Le immondizie della Camorra , aveva rivelato stralci dell’indagine condotta dalla magistratura tedesca. Il settimanale scriveva che l’impianto di Grosspoesna nel solo 2005 aveva realizzato una perdita di 4,5 milioni di euro, tornando però presto in attivo grazie ai rifiuti arrivati dalla Campania.

A mettere in moto la magistratura tedesca furono le indagini avviate in Italia nel 2008 dai carabinieri, mentre nel frattempo uno studio del “Bundeskriminalamt” (Bka), la Criminalpol tedesca aveva messo in evidenza che nelle discariche tedesche sono stati già sversati circa due milioni di tonnellate di rifiuti urbani, non solo italiani. Le indagini in Germania hanno già accertato che avrebbero passato le Alpi senza autorizzazione 107mila tonnellate di rifiuti, che una volta arrivati in Germania hanno cambiato identità e sono stati trasformati in «resti di tipo minerale derivati dalla separazione», da smaltire senza problemi. (di Ciro Pellegrino, il Napoli, tratto da: NapoliOnline)

Troppo riciclo, la Germania importa i rifiuti da incenerire

Friday, May 21, 2010

Maria Luisa Busi lascia il Tg1


Maria Luisa Busi lascia, con una lettera denuncia, la conduzione del Tg1. In una parte della missiva, indirizzata a Minzolini, scrive: "Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il TG1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori".

Un applauso a Maria Luisa Busi, che si è arresa al regime imposto dal suo, ormai ex, direttore.

Thursday, May 20, 2010

Taranto. Si allarga la protesta contro l'Ilva. Il video denuncia


In città lo conoscono proprio tutti. Fabio Matacchiera, insegnante e imprenditore, è un ambientalista storico, uno di quelli che non le manda a dire. Di seguito un suo video-denuncia, una ripresa notturna che mette a fuoco la drammatica realtà, “mentre i tarantini dormono ignari”. Risale al 30 aprile scorso, lo stesso giorno in cui 120 lavoratori somministrati dell’Ilva, assunti attraverso agenzia interinale, ricevevano per sms comunicazione del loro licenziamento.

“Utilizzati come prodotti” aveva dichiarato con amarezza Nico Leggeri, uno dei 120. “E so solo io come mi sentivo, mentre rilasciavo la mia intervista a Studio100, sapendo che mio figlio di 12 anni sentiva tutto…” “Sono vent’anni che parlo di benzo(a)pirene, che lancio allarmi diossina. E il sindaco si è sentito la coscienza a posto con cinque pietose lettere, quando invece poteva emettere ordinanze. Ma il clima in città sta cambiando, finalmente - si consola Matacchiera - . Intanto, una diffida di otto pagine indirizzata il 15 maggio da Altamarea al Presidente Vendola è una buona azione provocatoria".

Poi questo bel progetto, il “Fondo Antidiossina Taranto ONLUS”, con cui ci proponiamo di raccogliere ed elaborare dati medici (esami sul sangue e sulle sostanze organiche e fisiologiche di origine umana) che possano rilevare la presenza di sostanze dannose, particolarmente diossine, che si accumulano nell’organismo umano, negli animali e nei prodotti alimentari. Siamo a buon punto: a breve renderemo pubblici questi rilevamenti. E infine questo referendum, del Comitato Taranto Futura, che ora vede tra i firmatari gli stessi operai Ilva.”

Sfumate le polemiche tra operai e operai. I dati che ci fornisce Margherita Calderazzi, dello Slai Cobas, sono del tutto sconfortanti: 4000 cassintegrati e costante presenza degli infortuni. “ Venti giorni fa un altro infortunio”, continua Margherita. “ e neanche l’indennità per il cambio-tuta.” Ma sul ricatto occupazionale, evidentemente, non si può più far leva. La città ora pare procedere nella stessa direzione. Persino il Consiglio Comunale del 18 maggio, in cui l’Ente si fa promotore di una richiesta di risarcimento all’Ilva, per aver disatteso l’Atto di Intesa del 2004, firmato con la Regione e il gruppo Riva, pare stia viaggiando nella stessa direzione. "Stiamo imparando sulla nostra pelle che l’organismo che distrugge il suo ambiente distrugge sé stesso", scriveva nel 1976 Bateson Gregory. 
Forse questa è veramente la svolta.


Fabio Matacchiera "entra" nell'Ilva con telecamera a raggi IR



Fonte: Dazebao

Foto shock dalla Louisiana: la marea nera è arrivata sulle coste


Ciao,

è passato quasi un mese dall'esplosione della Deepwater Horizon e a nulla sono valsi i tentativi per arginare la marea nera: il pozzo non è ancora stato chiuso e il petrolio inizia ad arrivare sulle coste. Il nostro team sul posto – prima di essere allontanato dalla Guardia costiera - ha fotografato una spiaggia ricoperta da uno strato di catrame denso e viscoso nell'area di South Pass, in Louisiana, vicino alla foce del fiume Missisipi.

Prima avvelenano il mare con i disperdenti chimici per far sparire il petrolio e adesso allontanano chi cerca di monitorare e documentare l'espandersi del disastro. Recenti stime confermano le nostre ipotesi che la reale fuoruscita di petrolio sia di ben dieci volte più grande di quanto dichiarato da BP: ecco perché si cerca di nascondere agli occhi dell'opinione pubblica l'entità di questo disastro.

In documenti ufficiali, compilati prima di ricevere l'autorizzazione per queste esplorazioni petrolifere, la compagnia affermava che era improbabile si verificasse una catastrofe, e che, in caso di disastro, le 50 miglia di distanza dalla costa avrebbero reso altrettanto improbabile un interessamento della costa. BP ha veramente fatto male i sui conti!

Il rischio delle perforazioni petrolifere offshore è troppo alto per l'ambiente e per le popolazioni. Eppure è di pochi giorni fa la notizia che i piani della Shell per iniziare perforazioni petrolifere in Alaska stanno andando avanti, mentre anche nel nostro Mediterraneo le richieste di autorizzazioni aumentano, soprattutto in Adriatico e nel Canale di Sicilia.

È ora che i governi abbandonino il cammino delle energie fossili e investano con decisione in energie rinnovabili.

GUARDA LE FOTO DEL DISASTRO Grazie!

Wednesday, May 19, 2010

L’autostrada dello scandalo

Vogliamo scommettere che una lumaca, se ci si mette di buzzo buono, batte l’Anas in velocità nel (biblico) ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria? Stiamo a qualche dato ufficiale, con una premessa: l’Anas ha detto, ripetuto e confermato anche di recente che entro il 2013 - in pratica dopodomani - tutti i lavori, anche quelli appaltati e subappaltati, saranno completati e consegnati. Se non che, primo dato: la stessa Azienda è stata costretta ad ammettere che tra il febbraio 2009 e il febbraio 2010 l’avanzamento dei lavori è andato particolarmente a rilento, e non sono state rispettate le tappe e le scadenze previste. Com’è dunque cambiata la situazione a distanza di un anno? Ecco il secondo dato: i chilometri ultimati della “nuova” autostrada erano - all’inizio del 2009 - 185,7. Ad oggi sono appena 193,5. Questo significa che in un anno sono stati completati 7,8 chilometri in più. E che, una lumaca non li avrebbe percorso sette chilometri virgola otto?

Ora, sempre secondo i programmi ufficiali dell’Anas, entro il 2010 si sarebbe dovuto completare un tratto di 57 chilometri, ed entro l’anno prossimo altri 140. Ebbene, ecco il terzo dato, ufficioso (ma c’è da scommettere che le cifre sono destinate semmai ad un ulteriore ribasso): ben che vada - ah, la nostra lumaca - nel corso di quest’anno saranno completati appena 37 chilometri (-20 del previsto), e 106 (-34) nel 2011. Ma c’è di più e di peggio a documentare le dimensioni dell’ennesimo scandalo Anas: l’anno scorso era stato previsto un incremento del fabbisogno finanziario pari a 2,7 miliardi di euro rispetto alle somme già previste e stanziate: 7,5 miliardi. Risultato, il fabbisogno finanziario è salito a circa 10 miliardi di euro ma è inevitabilmente destinato a gonfiarsi ancora.

Come e dove si recupereranno questi 2,7 miliardi, dal momento che la Finanziaria 2010 ha stanziato per l’Anas appena 300 (trecento) milioni di euro destinati però non alla Salerno-Reggio quanto alla “realizzazione” del mitico ponte sullo Stretto?

E’ una delle domande che si pongono i deputati dell’Udc Mauro Libè e Roberto Occhiuto in una documentata interpellanza (da cui si son tratti questi dati) rivolta al ministro delle Infrastrutture Matteoli e con cui in pratica si mette alteramente in mora l’Anas sollecitando pretendendo una serie di interventi: a) un monitoraggio continuo e “veritiero” sullo stato di avanzamento dei lavori e la comunicazione, del ministero, di eventuali modifiche dei tempi di esecuzione; b) una valutazione del “reale” surplus di fabbisogno finanziario per il completamento delle opere; c) nella previsione dei nuovi inevitabili stanziamenti si sia tenuto conto delle spese necessarie per far fronte alle calamità naturali (frane, dissesti, diluvi) e “innaturali” (opere fatte male, risparmiando su materiali spesso di scarto) provocati in particolare nel cosentino; e se questi eventi siano considerati dall’Anas come “ulteriori interventi ancora da progettare e finanziare”; d) quali sono le modalità di reperimento delle ulteriori, necessarie risorse finanziarie necessarie al completamento delle opere; e) quali iniziative di competenza ministeriale si intendono assumere per esercitare “controlli e monitoraggi accurati” sul rispetto delle norme di salute e sicurezza da parte delle ditte appaltatrici e subappaltatrici nei cantieri dove non si contano le vittime; f) quali iniziative intende assumere il ministero per esercitare “controlli accurati” per la verifica di eventuali infiltrazioni nei lavori da parte della criminalità organizzata.

Questa interpellanza che ha dunque il sapore di un dossier d’accuse circostanziate, di sospetti pesanti sull’Anas e sulla sorveglianza ministeriale. Né l’interpellanza è come un’interrogazione cui si risponde (a voce o per iscritto) punto e basta. Essa va discussa sempre in assemblea con un vero e proprio dibattito: l’interpellante illustra il documento, il ministro risponde, l’interpellante ha diritto di ampia replica in cui documentare la sicura insoddisfazione. Ci sarà da divertirsi. O da inorridire.

Fonte: Terranews

Berluscotto


Berlusconi:"Noi siamo in Governo del Fare". Ma soprattutto del Dire e Baciare

Il Pdl è il Partito dell'Amore. Perciò lo prendiamo continuamente in (...)

Smentia alleanza Pdl-Udc. Di "Casini" il Pdl ne ha già abbastanza.

Annuciati tagli del 5% agli stipendi dei Ministri. Dovranno accontentarsi del restante 95%.

Tagli anche agli stipendi dei magistrati. Così imparano.

(...) mentre gli italiani non arrivano alla terza settimana. Proposta una riforma del calendario che prevede che il mese sia di tre settimane.

Berlusconi: "Gli italiani sono con noi". Ha telefonato a tutti per informarsi tranne che a me.

Il Pd ha chiesto le dimissioni di Bertolaso. Veramente! Lo giuro!

Nel 2010 sono cresciuti gli evasori fiscali. Strano, riescono ancora a contarli.

Tuesday, May 18, 2010

Decreto intercettazioni, nel mirino giudici, blogger e giornalisti

Inizia il conto alla rovescia per la manifestazione contro il decreto blocca intercettazioni che si terrà venerdì 21 maggio, ore 14, a piazza Montecitorio (Roma). Abbiamo parlato con uno degli organizzatori, Arturo Di Corinto, ricercatore, giornalista e saggista esperto di Internet e comunicazione. www.dicorinto.it

Come cambierà il lavoro di chi fa informazione se il decreto blocca intercettazioni verrà approvato?
Semplicemente non potrà essere fatto: non si potranno pubblicare le intercettazioni non più segrete e neppure le sintesi di vicende giudiziarie passate in giudicato pena ammende salatissime. L’opinione pubblica rimarrà così all’oscuro di trame, intrighi e corruttele. Saremo privati del diritto a sapere chi ci governa e come, di come vengono gestiti i nostri soldi e amministrata la nostra fiducia di cittadini ed elettori.

Perché un decreto che di fatto sembra mirato ad arginare le intercettazioni e la loro divulgazione da parte dei media allarma anche i blogger che vedo minata la libertà del web?
Perchè all’articolo 28 del Ddl è introdotto lo stesso obbligo di rettifica che vale per le testate editoriali registrate, e un’ammenda fino a 12.500 in caso di non ottemperanza. Se approvato, l’articolo avrà un effetto deterrente rispetto alla consuetudine dell’open publishing visto che blogger e gestori di siti sono abituati a tenere aperte le proprie pagine alle informazioni altrui, alle integrazioni e agli approfondimenti delle notizie che danno. Per un semplice motivo: l’impossibilità di verificarle in tempo utile e per il timore di finire in tribunale. Poiché la rettifica deve avvenire nelle stesse modalità della pubblicazione, con lo stesso tipo di accesso, evidenza e grafica entro le 48 ore dalla richiesta di rettifica, la norma è un’intimidazione bella e buona verso chi fa informazione per il puro piacere di farlo. Se la norma venisse applicata in maniera estensiva avrebbe un effetto dirompente sui social network i cui gestori sarebbero obbligati a fare gli sceriffi del web.

Internet può essere considerato a tutti gli effetti uno strumenti di Democrazia?
Intenet è uno strumento di democrazia perchè consente il dialogo e il confronto da pari a pari. Consente di comunicare verso l’alto e verso il basso, di comunicare con le istituzioni e con i gli amici. Internet consente di accedere a nuove informazioni e di produrne di proprie. Di verificare le fonti dell’informazione sulla quale il nostro agire quotidiano si basa. Internet consente di controllare i potenti e di chiedergli conto di quello che fanno in nostro nome. Perciò la democrazia di Internet non è solo libertà di parola: è trasparenza, controllo diffuso, inziativa personale.
Democrazia è governo del popolo ma anche governo in pubblico, ed essendo Internet una grande agorà pubblica aiuta a creare le condizioni per esercitarlo. Ma il vero nocciolo della democrazia sta nella possibilità di fare scelte consapevoli e informate, insieme. Bisogna semre tenere a mente che la democrazia è un processo che deve arrivare a una deliberazione. Non basta mettere una firma o poter scegliere fra alternative date e calate dall’alto per fare la democrazia. Internet non è democratica per forza o indipendentemente dalla sua cultura d’uso. Ma se solo applicassimo la logica di Internet al governo della cosa pubblica – secondo lo schema “informazione, confronto, decisione” – avremmo una democrazia migliore.


Cosa si farà per cercare di impedire che passi un simile attacco ai fondamenti della libertà nel nostro Paese?
Quello che come promotori dell’appello contro il Ddl Intercettazioni abbiamo deciso di fare con altre persone di buona volontà è di chiedere, via email, a tutti i senatori della Commissione Giustizia del Senato di non approvare il disegno di legge. Mentre continua la mobilitazione in rete, e che ha visto l’adesione di quasi 100 mila persone, venerdì 21 maggio alle 14 quelli che sostengono l’iniziativa sono stati invitati a una martona oratoria davanti alla sede del parlamento, a Montecitorio, per far sentire a tutti le ragioni individuali della protesta. Lunedì 24 maggio al Teatro dell’Angelo di Roma invece si terrà un incontro con magistrati, costituzionalisti, direttori di giornali e rappresentanti di categoria, associazioni e movimenti per fare il punto della mobilitazione e immaginare forme di proteste ulteriori, ma con un obiettivo propositivo: creare un network italiano per i diritti civili, incluso il diritto a un’informazione senza bavagli e senza censure.

Monday, May 17, 2010

I tagli di Calderoli? La solita truffa. Guardate qua


Con i tagli degli stipendi ai politici proposti da Calderoli il povero parlamentare dovrà arrangiarsi con 14.400 euro netti, il povero senatore finirà sul lastrico con poco meno di 12.500 euro netti. Per non parlare dello sfortunato ministro che dovrà cavarsela con poco più di 16.000 euro netti. Ovviamente al mese, cosa avevate capito?

Neugierig gefragt...


... hat Myriam am heutigen Montag dies:

1.) Wie geht es Dir heute - in drei Worten
immer noch Kopfweh

2.) Gibt es etwas was Du auf die harte Tour lernen mußtest?
außer Schlittschuhfahren :-) - nööö

3.) Wenn Du eine Zeitung vom 24. September 2021 sehen könntest, wie lauten die 3 Schlagzeilen?
Keine Ahnung! - Ich möchte lieber nichts von der Zukunft wissen. Ich lebe im Hier und Jetzt.

4.) Welches ist Dein Klingelton am Telefon? Was hättest Du lieber?
Mein Klingelton am Handy ist "Einen Stern, der deinen Namen trägt" - ist zur Zeit mein Lieblingston.

5.) Was sind für Dich die 3 wichtigsten Eigenschaften eines Freundin/eines Freundes?
ehrlich, zuverlässig, lustig

Sunday, May 16, 2010

Il sangue di Mariarca



Mariarca Terracciano, 45 anni, infermiera all'ospedale San Paolo. E' il nome e il lavoro della donna che si vede in questo video, quando ancora era viva, quando ancora diceva con voce calda e risentita dall'indignazione composta, che si stava svenando di 150 millilitri al giorno con sciopero della fame incluso. Quella protesta era per ottenere il suo stipendio, il salario dovuto rispetto a un al lavoro svolto. Nei frame che vedrete, a un certo punto, passa un'immagine della struttura ospedaliera in cui gli stipendi non vengono versati: c'è scritto "Campania = Grecia". E nella rabbia che sorge nel vedere quel volto di donna che insiste e che lotta, due figli a casa, per quello che dovrebbe essere normale, riconosciuto accordo contrattualistico - il tuo lavoro per un corrispettivo in danaro dato - si aggiunge un particolare rivelatore. La vicenda personale si amplifica come simbolo di una condizione, quasi che su quella barella in cui la signora Terracciano pronunciava parole scolpite nella pietra, vi sia un patrimonio comune di mille e mille situazioni che vivono le persone. È così. Ad Atene, appunto, come a Napoli. Dove i riflessi dei titoli dei media, quando si parla di miliardi bruciati in Borsa, di piani di rientro, di finanza drogata, di telefonate fra potenti e salotti di speculatori hanno come contrappunto tragico, in senso greco, questo volto di donna, i volti di uomini e donne che ricorrono a proteste estreme per chiedere 'il giusto'. La Asl 1 di Napoli, la più grande d'Italia, ha pagato con ritardo gli stipendi di aprile ai suoi diecimila dipendenti perché non c'erano più fondi a disposizione. La famiglia Terracciano aveva un mutuo da pagare e per far fronte al mancato bonifico era ricorsa a un prestito.

"Può sembrare un atto folle - diceva la signora Terracciano nell'intervista video -, ma voglio dimostrare che stanno giocando sulla pelle e sul sangue di tutti. Vedere il sangue, che è vita, rende evidenti le difficoltà nostra e degli altri ammalati".

Il 3 maggio, dicono le cronache, la signora Terracciano aveva sospeso la sua protesta. Lunedì scorso è stata colta da un improvviso malore mentre era al lavoro. Tre giorni di agonia, poi la morte.
I medici si sono affrettati a dire che il malore non si può mettere in diretta correlazione con lo sforzo fisico del prelievo di sanque e dello sciopero della fame.
Eppure, anche volendo mantenere razionalmente una separazione fra i fatti, questa intervista video non può non lanciare una domanda importante, estrema e ineludibile, nella sua normalità. La normalità di una condizione che troppo spesso viene dimenticata nell'agenda delle priorità politiche.
Dove le persone, troppo spesso scompaiono. E, troppo spesso, vi ricompaiono solo perché ormai non ci sono più.


 

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