Il paese africano è in procinto di introdurre una legge che prevede la pena dell’ergastolo per gli omosessuali, che viene elevata a pena capitale se quest’ultimi sono sieropositivi all’HIV. Contro questo palese calpestare ogni diritto umano, è intervenuto l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per per i diritti umani che è riuscito quantomeno a posporre l’entrata in vigore della legge che, in un primo momento, era prevista per il gennaio scorso. E’ in corso una forte mobilitazione internazionale per fare pressioni attraverso una petizione – che si può firmare qua – sul presidente dell’Uganda Museveni perchè receda dall’intento.Ma è interessante notare come l’influenza dell’integralismo evangelico americano sia dietro la politica omofobica ugandese. Già il 3 gennaio il New York Times, con un articolo-inchiesta di Jeffrey Gettleman, aveva denunciato come dietro la proposta legislativa ugandese vi fossero le organizzazioni evangeliche americane notoriamente arroccate su posizioni integraliste. Il deputato promotore di questa legge – David Bahati – è membro del gruppo politico-religioso The Fellowship – conosciuto anche come The Family – caratterizzato dall’estremismo in campo religioso e dall’ultra conservatorismo teocratico in quello politico.
Il movimento gay è un “istituzione del male”; “l’omosessualità è una minaccia per la famiglia tradizionale africana”; “gli omosessuali possono scordarsi i diritti umani”. Queste le dichiarazioni di James Nsaba Buturo, ministro dell’etica e dell’integrità del governo ugandese.
Fonte: Minitrue
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