Sunday, October 31, 2010

E il Bunga Bunga coinvolse anche il Milan...

La Juventus ieri sera ha battuto il Milan a San Siro. Stamattina 2 dei 3 più importanti quotidiani sportivi ('La Gazzetta Sportiva' e 'Tuttosport') hanno ironizzato sulla sconfitta subita dal Milan riportando nei titoli l’ultimo scandalo che coinvolge Silvio Berlusconi: guardare per credere! Berlusconi ha toccato il fondo. E il suo Milan pure.

La prima pagina de 'La Gazzetta Sportiva'


La prima pagina di 'Tuttosport'

Saturday, October 30, 2010

Nessuna via di fuga dal Vesuvio

Non c’è pace sotto al Vesuvio. Un ospedale ipermoderno cresce sotto il tiro di lapilli e cenere, a 100 metri dalla linea rossa di massimo rischio. Un piano di evacuazione progettato vent’anni fa e mai finito non ha ancora raggiunto i cittadini che dovrebbe salvare. Forse perchè se lo conoscessero, riderebbero: alla strada della salvezza mancano ancora parecchi pezzi, i lavori sono fermi da dieci anni.

Il parco nazionale del Vesuvio non ha pace. Da ogni lato la Montagna è aggredita, tirata in ballo, giudicata: chi ci vede Gomorra, chi una terra sfortunata. O l’uno e l’altro. Alle pendici di sud-est cittadini e militari si fronteggiano davanti ai cancelli di Cava Vitiello, tra camion dell’immondizia bruciati e i sospetti di interessi camorristi. Sul versante ovest, sul litorale, l’abusivismo riporta nodi irrisolti al pettine. Ville extralusso e alberghi di nuova costruzione contendono le falde del vulcano alle case più modeste – ma non meno abusive – dei privati cittadini. Entrambi sono fuori posto, nel territorio dichiarato da anni patrimonio dell’umanità dall’Unesco e tutelato come parco nazionale da forestali, finanzieri, carabinieri e polizia. Per le case di privati cittadini è già pronto il decreto di demolizione, voluto dalla giunta Caldoro per “svoltare” dalle nefandezze dell’era Bassolino: per ville e resort milionari, come la Crowne Plaza, c’è solo silenzio, nemmeno tanto imbarazzato. Due pesi e due misure, che da una giunta all’altra non cambiano.

A nord ovest la Montagna diventa, suo malgrado, colpevole di tentata strage. Gli uomini, dimenticando le sue lezioni passate (la più recente è quella del 1944), stanno costruendo alle sue pendici una mega struttura sanitaria, l’Ospedale del Mare. Oltre 450 posti letto, 18 sale operatorie, con annesso un albergo per le famiglie dei malati, un centro commerciale, un centro direzionale e un parcheggio da 1300 posti auto. Un miracolo dell’architettura antisismica, che al modico costo di 190 milioni di euro garantirà alla popolazione il più avanzato e capiente nosocomio del Mezzogiorno (e tra i più grandi d’Europa). Sempre che non finisca sotto cenere e lapilli. Perchè la superstruttura, in cantiere dal 2005 tra progettazioni irregolari, rescissioni del contratto di appalto e dubbi vari, sorge a 7,7 km dal cratere del vulcano. Esattamente nel cono dei danni probabili in caso di eruzione, se si considera un vento di scirocco abbastanza frequente nel Sud Italia. La protezione civile sostiene che sia in zona sicura: è situato 100 metri al di fuori dalla linea rossa, che delimita le aree considerate a rischio massimo nel caso del grande botto.

Diversi vulcanologi hanno fatto notare che la linea rossa rappresenta solo un limite amministrativo, visto che ricalca i confini dei comuni coinvolti: alla lava e ai lapilli potrebbero invece interessar poco. In ogni caso, nello stesso piano di valutazione dei rischi redatto dalla Protezione Civile, il terreno di edificazione dell’Ospedale del Mare è definito “a rischio differito” (zona gialla): dove in ogni caso dev’essere attuata una progressiva evacuazione, semplicemente con tempi meno urgenti (per motivi logistici).

Tutto ciò si traduce in una domanda banale. Ha senso costruire un ospedale, progettato per durare decenni, nell’area che probabilmente sarà la prima a subire l’esplosione del vulcano? Mentre medici, pazienti e infermieri (almeno mille) vengono evacuati, chi si prenderà cura dei feriti dell’eruzione?

Certo, potrebbe andar bene. I cittadini potrebbero imboccare prontamente le vie di evacuazione predisposte nel piano della protezione civile e raggiungere zone sicure in poco tempo. Vivono 600mila persone all’interno della zona rossa, che secondo l’ente dominato da Guido Bertolaso verrebbero messe in salvo in poche ore. Peccato che nessuno sappia quali sono queste vie di fuga, e qual’è il piano di evacuazione: cosa fare, insomma, quando le cose precipiteranno. Un primo studio, realizzato negli anni Novanta, indica la statale 268 come la salvezza di Napoli: dal quartiere Ponticelli attraversa i comuni vesuviani per finire ad Angri, in provincia di Salerno. Due sole corsie, una per senso di marcia, limite tra i 50 e i 70 km orari. Peccato che sia ancora da ultimare: molte rampe di accesso si interrompono bruscamente su un campetto di calcio, o di fronte ad edifici abusivi. Alcune semplicemente nel nulla della campagna.

Oggi la Protezione Civile parla di un nuovo piano, più accurato e articolato: nè sindaci nè vulcanologi hanno potuto vederlo. Speriamo arrivi presto: o almeno, che arrivi tra le mani dei cittadini, sotto forma di cartelli o indicazioni stradali. Per ora, nemmeno il tom tom può salvarli dal Vesuvio.

Scritto da Sirio Valent in data 30 ottobre 2010.

Around Rome: the Vatican and the Roman Coliseum

In October for the Beatification of Mary MacKillop, the first Australian Saint, many Australians have come to Rome. As part of they journey I have visited with them some of the most important Roma sites, such as the Vatican: Saint Peter's and the Sistine Chapel in the morning....




Here they are preparing the Square for Sunday 17th October....there will be many people on that day in Saint Peter's Square!!!!








and the afternoon there is the visit planned to the Coliseum...
for the first time the third floor of the Coliseum has been opened to the public and I was there!!!








.....these photos were taken before we get in...


.....but once we got in we have enjoyed our visit...


 ....that's what you see from the top!!!
 and especially from the third floor...


to finish with some of my new friends!!

photo by Simona Albanese 

More about Florence

Florence is a place to visit!! If you have limited time have a walk along the Ponte Vecchio and the beautiful center of the city!!

Ponte Vecchio in black and white by Simona Albanese
Florence in black and white by Simona Albanese

Friday, October 29, 2010

Herculaneum


Herculaneum, not Pompeii!!! Another historical site to visit in the South of Italy.











some of the old streets...





some of the frescoes decoration...




and one of the main street of the old Herculaneum

Photos by Simona Albanese 

La prima pagina di oggi di 'Libero'


Non è un fotomontaggio. E' proprio la prima pagina di oggi di 'Libero'

Thursday, October 28, 2010

Ecco il Bunga Bunga, il nuovo mostro mediatico

Tutti ne parlano: sul web ormai è la parola più ricercata. Ecco a voi il Bunga Bunga, il nuovo mistero (mostro) italiano.

Dopo che Ruby, la minorenne marocchina legata al presunto scandalo a sfondo sessuale che coinvolgerebbe Silvio Berlusconi, ha nominato il Bunga Bunga, raccontando che sarebbe un rito erotico che il "nostro" premier avrebbe copiato dall'amico Gheddafi, tutti gli italiani stanno cercando di capire di cosa si tratta.

Forse è solo una barzelletta (di quelle che iniziano con "ci sono tre esploratori..."), qualcuno parla di una danza (sullo stile più spinto del Waka Waka). Altri addirittura di un nuovo metodo per praticare sesso di gruppo.

Secondo il sito salvagente.it la prima a parlare del Bunga Bunga fu la giovane Noemi Letizia in un intervista. Alla domanda «Qual è la sua barzelletta preferita tra le tante che il premier le racconta?» la giovane di Casoria rispose: «Vi sono due ministri del governo Prodi che vanno in Africa, su un'isola deserta, e vengono catturati da una tribù di indigeni. Il capo tribù interpella il primo ostaggio e gli propone: "Vuoi morire o bunga-bunga?". Il ministro sceglie: 'Bunga-bunga'. E viene sodomizzato. Il secondo prigioniero, anche lui messo dinanzi alla scelta, non indugia e risponde: "Voglio morire!". Ma il capo tribù: "Prima bunga-bunga e poi morire"».

Resta il fatto che il Bunga Bunga ora dai fascicoli dell'interrogatorio di Ruby, dalla Procura di Milano è uscito prepotentemente e sicuramente per settimane diventerà un tormentone. Già immaginiamo le parodie su youtube e le vignette satiriche.

E forse il Bunga Bunga riuscirà dove altri hanno fallito: non far parlare più nei salotti televisivi del caso dell'omicidio di Sara Scazzi.

The beautiful and crazy Capri

Capri, the famous island of the stars and the rich people during the '60,
 an interesting and beautiful place to visit with friends or family.


the island with lots of traffic, beautiful sites and much more...













a narrower street for pedestrian ...








Photos by Simona Albanese

For any information of the Island of Capri, please refer to Capri website:

Wednesday, October 27, 2010

In una selva di antenne


Sapevate che l’Italia è il paese del mondo con il maggior numero di ripetitori radiotelevisivi? Sono (almeno quelli ufficialmente dichiarati) circa 63mila contro i 10mila degli Stati Uniti. Ma secondo l’Associazione italiana per la protezione contro le radiazioni (Airp) si tratta di “cifra calcolata per difetto”: numerosi sono gli impianti operativi ma mai autorizzati, oppure operativi malgrado siano stati sottoposti a sequestro per eccessive emissioni. Il primato regionale tocca alla Lombardia, con seimila tra antenne e ripetitori, seguita da Trentino Alto Adige, Piemonte, Liguria, Puglia e Campania. Ma il primato locale – a livello europeo – tocca a Pescara, anzi al quartiere San Silvestro: su un colle dalla vista una volta mozzafiato si registra una micidiale concentrazione di onde elettromagnetiche provocate dagli impianti di 67 emittenti, “ventisette delle quali superano complessivamente il limite che la legge fissa in 8 volt/metro”, dati rilevati dall’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente.

Il risultato? Trecento ripetitori concentrati in un fazzoletto di terra, a San Silvestro, dove la vista spazia non più sul mare ma su una selva di parabole d’ogni foggia e dimensione: antenne, tralicci, ripetitori che servono a trasmettere i segnali delle tv pubbliche e private e di una miriade di radio. Conseguenza: questo record europeo è pagato a caro prezzo dai quattromila residenti dove un bosco di pini d’Aleppo è stato trasformato in foresta di antenne che “coprono” la ricezione in gran parte dell’Abruzzo del Molise.

Ma il punto è soprattutto un altro, aveva ammesso a suo tempo (quando non era ancora inglobato nello Sviluppo economico) il ministero delle Telecomunicazioni: l’area «risulta estremamente critica per quanto riguarda i problemi sanitari legati ai fortissimi livelli di campo elettromagnetico, non facilmente riconducibili a livelli di tollerabilità». Contorto ma chiaro, no? E infatti la magistratura era intervenuta, a maggio 2008 con il più grande sequestro mai operato: 27 ripetitori sigillati per «violazione delle norme sull’inquinamento atmosferico» come si legge nel decreto del Gip Maria Michela Di Fine su richiesta del sostituto procuratore Andrea Papalìa.

Già, ma com’è andata a finire? Che il sequestro «non prevede l’oscuramento dei segnali qualora i titolari delle emittenti (già raggiunti da informazione di garanzia), convocati sul posto dagli investigatori, riducano subito le emissioni entro i limiti», secondo il comandante provinciale del Corpo forestale dello Stato, Guido Conti. Il risultato è che non è stato fatto nulla, che dal 1989 si susseguono le denunce di neoplasie, aritmie cardiache, vuoti di memoria, distacchi di retina, malori di ogni genere. Le denunce si moltiplicano, le iniziative parlamentari anche. Tutto inutile, sino ad una documentata denuncia sul sito www.italiaterranostra.it di due settimane fa da cui ha preso le mosse l’ennesima interrogazione radicale rivolta al ministri dell’Ambiente, della Salute e dello Sviluppo economico.

Nel documento si pongono quattro domande secche: 1) per quali ragioni ai sequestri disposti dalla magistratura nel 2008 non è stato dato seguito e, anzi, le emittenti fuorilegge hanno potuto continuare, tuttora, ad inquinare impunemente; 2) per quali ragioni il ministero dello Sviluppo economico (che oggi ingloba le telecomunicazioni) ha continuato a concedere autorizzazioni in contrasto con la normativa vigente e anche dopo le ammissioni dello stesso dicastero sugli evidenti problemi sanitari; 3) se si intende intervenire urgentemente con la chiusura effettiva degli impianti fuori norma e il decentramento degli impianti lontano da zone residenziali; 4) perché non sia stato mai realizzato un censimento definitivo dei ripetitori radiotelevisivi in Italia; come si intende porre immediatamente riparo a questo vuoto e avviare un monitoraggio indipendente dalle dichiarazioni degli esercenti pubblici e privati, verificando il numero di antenne fuorilegge e i livelli di tollerabilità consentiti.

Fonte: Terranews

Sorrento

A place with art, story, shopping and the wonderful Limoncello!!




street with the shops...









perfect for shopping..



Photos by Simona Albanese


 

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